Manuale Completo della Manutenzione Antincendio

Tools Tools Linee Guida per la Corretta Manutenzione degli Estintori

Chi opera nel campo della sicurezza sa che la funzionalità, l’efficienza e il funzionamento dei sistemi e delle attrezzature antincendio sono requisiti essenziali per assicurare:
• la salvaguardia e la tutela delle persone;
• la salvaguardia e la tutela dei beni;
• la salvaguardia e la tutela dell’ambiente.

Di conseguenza la corretta “manutenzione dei sistemi e delle attrezzature antincendio” assume un ruolo fondamentale nella garanzia del mantenimento di questi requisiti nel tempo.

La manutenzione degli estintori di incendio portatili e carrellati

La norma UNI 9994-1 è il riferimento per operare secondo la regola dell’arte, tale norma fa luce sulle figure coinvolte nella manutenzione, e prevede sei fasi di manutenzione:

ATTIVITA’PERIODICITA’COMPETENZA
Controllo InizialeNon applicabileAzienda Specializzata
SorveglianzaSecondo il piano di manutenzione redatto dalla persona responsabile in funzione del rischio (DVR) (raccomandata 1 volta al mese)Persona responsabile (utente) ( anche tramite l’ausilio di personale adeguamente formato)
Controllo PeriodicoSemestrale (entro la fine del mese di competenza)Azienda specializzata
Controllo PeriodicoSemestrale (entro la fine del mese di competenza)Azienda specializzata
Revisione ProgrammataIn relazione al tipo (vedere prospetto 2 uni 9994-1)Azienda specializzata
CollaudoIn relazione al tipo (vedere prospetto 2 uni 9994-1)Azienda specializzata
Manutenzione OrdinariaOccasionale in caso di lievi anomalie riscontrateAzienda specializzata
Manutenzione StraordinariaOccasionale in caso di non conformità rilevateAzienda specializzata

Doc-text Doc-text Manutenzione Estintori: Guida Completa alle Fasi di Controllo

La corretta manutenzione degli estintori è un obbligo di legge fondamentale per la sicurezza antincendio in azienda. Questo processo si articola in quattro fasi distinte: Controllo Iniziale, Sorveglianza, Controllo Periodico e Revisione Programmata. Ecco una guida chiara su chi è responsabile e quali operazioni devono essere eseguite.

1. Controllo Iniziale e Presa in Carico

Quando un’azienda di manutenzione subentra in un nuovo incarico, deve prima di tutto verificare lo stato di fatto degli estintori. Questo controllo preliminare è essenziale per accertare che gli estintori siano manutenzionabili e che la documentazione sia in regola.

Cosa Verificare:

  • Stato degli estintori: Accertarsi che siano manutenzionabili (come da paragrafo 6 UNI 9994-1).

  • Marcature: Controllare che tutte le marcature siano presenti e leggibili.

  • Documentazione: Verificare la disponibilità del libretto di manutenzione (ove previsto) e delle registrazioni delle manutenzioni precedenti.

In Caso di Non Conformità: Se i documenti non sono disponibili o sono incompleti, il manutentore deve registrarne l’esito e comunicare formalmente la non conformità al responsabile aziendale.

2. Sorveglianza: Il Controllo Quotidiano

La sorveglianza è un’attività di prevenzione che deve essere effettuata con regolarità dal Responsabile Aziendale (o da personale da lui debitamente istruito). La sua periodicità viene definita in base alla valutazione del rischio incendio (DVR).

Checklist della Sorveglianza:
Il responsabile deve controllare che:

  • L’estintore e il suo supporto siano integri.

  • L’estintore sia presente, segnalato con cartello e che questo sia visibile.

  • L’accesso all’estintore sia libero da ostacoli e che sia immediatamente utilizzabile.

  • I sigilli di sicurezza siano intatti per prevenire azionamenti accidentali.

  • Le etichette e le iscrizioni siano leggibili.

  • L’indicatore di pressione (se presente) segnali un valore nel campo verde.

  • Il cartellino di manutenzione sia presente e aggiornato.

  • L’estintore non sia posizionato a pavimento.

Ogni anomalia riscontrata deve essere eliminata immediatamente e l’attività deve essere registrata.

3. Controllo Periodico (Semestrale)

Questa verifica, obbligatoria ogni sei mesi, deve essere eseguita da una Persona Competente (tecnico specializzato). Oltre a ripetere tutti i controlli della sorveglianza, prevede accertamenti tecnici più approfonditi.

Verifiche Tecniche del Controllo Semestrale:

  • Per estintori pressurizzati: Accertamento della pressione interna.

  • Per estintori a CO2: Verifica dello stato di carica tramite pesatura.

  • Controllo generale: Ispezione di ugelli, tubi flessibili e raccordi per assicurarsi che non siano ostruiti, incrinati o presentino perdite o corrosione.

  • Integrità strutturale: Verifica che il serbatoio non abbia ammaccature, che le strutture di supporto e la maniglia siano integre e che, per i modelli carrellati, le ruote siano funzionanti.

Se le anomalie non possono essere risolte sul posto, l’estintore deve essere dichiarato fuori servizio. Al termine, il tecnico deve compilare il rapporto di intervento e aggiornare il cartellino di manutenzione.

4. Revisione Programmata: L’Intervento Approfondito

La revisione programmata è un intervento tecnico completo, svolto da Persona Competente, per verificare e ripristinare la piena efficienza dell’estintore. La sua periodicità varia a seconda della tipologia di agente estinguente.

Scadenze della Revisione Programmata:

  • Polvere: 36 mesi

  • CO2: 60 mesi

  • Acqua: da 24 a 48 mesi (a seconda del tipo di serbatoio e agente)

  • Idrocarburi alogenati: 72 mesi

Operazioni di Revisione:
L’intervento include:

  • Esame interno del serbatoio.

  • Controllo e sostituzione di guarnizioni, agenti estinguenti e valvole.

  • Pulizia di tubi pescanti e ugelli da incrostazioni.

  • Ripristino delle protezioni superficiali danneggiate.

  • Rimontaggio dell’apparecchio in perfetto stato.

La data della revisione (mm/aa) e il nome dell’azienda che l’ha effettuata devono essere riportati in modo leggibile, sia all’interno che all’esterno dell’estintore, senza punzonare il serbatoio. Anche in questo caso, è obbligatorio compilare il rapporto di intervento finale.

5. Collaudo: La Verifica di Sicurezza Strutturale

Il collaudo è un test idraulico che verifica l’integrità strutturale del serbatoio dell’estintore sotto pressione. Deve essere eseguito da una Persona Competente e le sue scadenze, stabilite dalla legge, variano notevolmente a seconda della tipologia di estintore e della marcatura del serbatoio (CE o NON CE).

Scadenze del Collaudo

  • Bombole CO2: 120 mesi (10 anni).

  • Serbatoi NON CE (es. Polvere, Acqua, Idrocarburi): 72 mesi (6 anni).

  • Serbatoi CE: Le scadenze sono più lunghe e differenziate:

    • Polvere e Idrocarburi alogenati: 144 mesi (12 anni).

    • Acqua: da 72 a 144 mesi (da 6 a 12 anni), a seconda della specifica costruzione.

Operazioni di Collaudo

Durante il collaudo vengono eseguite anche le fasi di controllo precedenti (sorveglianza, controllo periodico). L’operazione principale consiste in una prova idraulica:

  • Per serbatoi NON CE o non conformi alla direttiva 97/23/CE: prova a 3,5 MPa per 1 minuto.

  • Per serbatoi CE: prova alla pressione di prova (Pt) indicata sul serbatoio per 30 secondi.

Importante: Gli estintori che non superano il collaudo devono essere messi fuori servizio. In questa occasione, la valvola di comando deve essere obbligatoriamente sostituita. La data del collaudo e il nome dell’azienda devono essere riportati in modo indelebile sull’estintore, senza punzonare il serbatoio (fatta eccezione per le bombole di azoto e CO2, come da legge).

6. Manutenzione Straordinaria e Gestione degli Estintori Fuori Servizio

Questa fase interviene quando la manutenzione ordinaria non è sufficiente a ripristinare l’efficienza dell’estintore ed è di competenza di una Persona Competente.

Casi di Intervento Straordinario

  • Necessità di riparazioni o sostituzioni complesse per mantenere i livelli di sicurezza.

  • Utilizzo, anche parziale, dell’estintore: in questo caso, è obbligatorio sostituire l’intero agente estinguente ed eseguire tutti i controlli previsti per una revisione programmata.

  • Se i ricambi originali non sono disponibili o l’intervento si protrae eccessivamente, il manutentore deve dichiarare l’estintore non funzionante e comunicarlo all’utente.

Quando un Estintore è Fuori Servizio

Elenco delle condizioni che obbligano a mettere un estintore fuori servizio in modo permanente:

  • Non manutenzionabile o con manutenzione non consentita.

  • Tipo non omologato (con eccezione per la classe D).

  • Segni di corrosione o ammaccature sul serbatoio.

  • Marcatura illegibile o assente.

  • Parti di ricambio o agenti estinguenti non più disponibili.

  • Ritirato dal mercato per disposizione di legge.

  • Spoglio di libretto di uso e manutenzione (se obbligatorio) e non più reperibile.

  • Ha superato i 18 anni di età.

Procedure: Sull’estintore fuori servizio deve essere apposta un’etichetta identificativa, la dicitura deve essere riportata sul cartellino e il Responsabile Aziendale deve essere informato e provvedere alla sostituzione.

7. Documentazione: Il Cartellino di Manutenzione e il Registro

La tracciabilità è fondamentale. Ogni estintore deve essere dotato di un cartellino di manutenzione aggiornato, che riporti obbligatoriamente:

  • Numero di matricola dell’estintore.

  • Dati completi dell’azienda manutentrice.

  • Tipo, massa lorda e carica effettiva.

  • Tipo di fase di manutenzione effettuata.

  • Data dell’intervento (mm/aa) e scadenza del prossimo controllo.

  • Sigla o codice identificativo del manutentore.

Il Responsabile Aziendale deve inoltre tenere un registro firmato dove vengono annotati tutti gli interventi di manutenzione eseguiti e lo stato in cui viene lasciato ogni estintore.

8. Indicazioni Generali e Attrezzature per la Manutenzione

Norme Generali

  • La rimozione di un estintore per manutenzione deve prevedere la sua sostituzione temporanea con un altro di pari capacità.

  • Le iscrizioni illeggibili devono essere sostituite con nuove originali.

  • Le marcature del costruttore non devono mai essere rimosse o coperte.

  • Un nuovo manutentore può decidere di anticipare una revisione se la ritiene necessaria.

Attrezzature Necessarie

Per eseguire una manutenzione corretta e a norma, il manutentore deve disporre di attrezzature specifiche, tra cui:

  • Strumenti di misura: Manometri campione certificati, bilance di precisione.

  • Attrezzature per pressione: Bombola di azoto con riduttore, compressore con deumidificatore, set di adattatori.

  • Strumenti per test e ricarica: Pompa di collaudo, macchina per il caricamento della polvere, pompa di travaso per CO2.

  • Attrezzature per la sicurezza e il controllo: Kit di serraggio dinamometrico, specchietti d’ispezione, liquidi cerca-fughe.

  • Attrezzature minute: Chiavi, cacciaviti, pinze e morse specifiche.

Linee Guida per la Corretta Manutenzione delle Porte REI

Tutte le porte R.E.I. devono essere testate in appositi laboratori, abilitati dal Ministero competente, il quale rilascia le certificazioni necessarie per poterle commercializzare. Oltre all’anta, anche l’intelaiatura della porta deve rispettare determinati requisiti di sicurezza forniti dall’agenzia certificante i prodotti.

Per questo ogni componente che costituisce anche il serramento deve arrecare un’etichetta di certificazione che assicura che sia stato testato attraverso un test di incendio. Ad ogni elemento viene, infatti, applicata una targhetta in acciaio con indicati: produttore, data, nome dell’ente certificatore, classe di resistenza e numero di produzione.

Per assicurare la tenuta al fumo le porte tagliafuoco devono essere, inoltre, corredate da speciali guarnizioni, che si gonfiano col calore, ma non fondono, non bruciano e non producono esse stesse fumi nocivi. Le guarnizioni in gomma siliconica resistono fino a 250 °C.

Uno solo dei componenti che non funzionasse durante l’incendio potrebbe provocare il collasso del sistema e rendere inutili le altre precauzioni.

Linee Guida per la Corretta Manutenzione delle Manichette Antincendio

Gli idranti a muro, chiamati normalmente cassette antincendio, sono costituiti da cassetta, rubinetto idrante, lancia e tubazione antincendio flessibile, raccordata, comunemente indicata come manichetta antincendio.
La manichetta antincendio è composta da un tessuto circolare di poliestere ad alta tenacità con un sottostrato impermeabilizzante elastomerico, con alta resistenza all’ozono ed all’invecchiamento e deve essere realizzata conformemente a quanto previsto dalla Norma UNI EN 14540 per le manichette UNI 45 ed alla Norma UNI 9487 per le manichette UNI 70, con raccordi tipo pesante a Norma UNI 804 e legatura a Norma UNI 7422 con manicotti copri legatura, con Pressione di Esercizio pari a 12 Bar.

Per esigenze particolari (raffinerie, depositi petroliferi, navi, impianti ad alto rischio etc) sono realizzate manichette antincendio con caratteristiche particolari (rivestimento esterno con resine, tubolare interno prevulcanizzato etc).

Importante all’atto dell’acquisto richiedere le certificazioni sopraindicate; molte delle manichette in commercio non hanno i requisiti previsti dalle norme (raccordi leggeri non 804, tessuti leggeri etc.) specie se di importazione, per cui a fronte di una quotazione bassa hanno una durata di utilizzo molto ridotta.

Fondamentale, per garantire l’efficienza dell’Impianto di spegnimento con idranti UNI 45 e UNI 70, che le manichette antincendio siano integre e permettano il flusso regolare dell’acqua dal rubinetto idrante alla lancia per tutta la lunghezza della manichetta stessa (mt. 15, 20, 25, 30); per garantire l’efficienza diventa importante la manutenzione.

La manutenzione degli idranti a muro con tubazioni flessibili (manichette) deve essere realizzata secondo le prescrizione della Norma UNI EN 671-3, manutenzione degli idranti a muro con tubazioni flessibili, per garantire un efficiente mezzo di estinzione incendi “e che la loro utilità dipende da una manutenzione che assicuri un’istantanea efficienza in caso di necessità”; prescrizioni che prevedono i seguenti principali tipi di controllo:

ATTIVITA’PERIODICITA’COMPETENZA
Presa in caricoNon applicabileAzienda specializzata
SorveglianzaSecondo il piano di manutenzione redatto dalla persona responsabile in funzione del rischio (DVR)Persona responsabile (utente) (anche tramite l’ausilio di personale adeguatamente formato)
Controllo PeriodicoSemestrale (entro la fine del mese di competenza)Azienda specializzata
Controllo e manutenzione annuale (collaudo funzionale)AnnualeAzienda specializzata
Collaudo PeriodicoQuinquennaleAzienda specializzata
Manutenzione ordinariaOccasionale in caso di lievi anomalie riscontrateAzienda specializzata
Manutenzione StraordinariaOccasionale in caso di non conformità rilevateAzienda specializzata

Box Box Gestione Documentale e Controlli Visivi

La corretta gestione inizia con la presa in carico dell’impianto, durante la quale il manutentore deve verificare lo stato generale dei componenti e raccogliere tutta la documentazione storica, inclusi i libretti di uso e manutenzione. L’assenza di documenti deve essere formalmente registrata e comunicata al responsabile. Successivamente, la sorveglianza rappresenta il controllo visivo di routine, che può essere effettuato dal personale interno formato, per accertarsi che attacchi VVF, idranti e naspi siano accessibili, integri, privi di danni visibili e corredati di istruzioni d’uso leggibili.

Controlli Tecnici e di Funzionalità

I controlli tecnici periodici sono di competenza di Persona Competente. Il controllo semestrale verifica la piena funzionalità di tutti i componenti, dalla tenuta delle valvole all’integrità delle manichette e alla completezza delle dotazioni. Annualmente, si procede con il collaudo funzionale, che include la prova in pressione delle manichette (ad aria fino a 6 bar o idraulica per pressioni superiori) e la verifica di portata e gittata degli idranti. Ogni cinque anni, è previsto il collaudo periodico quinquennale, una prova di resistenza a 12 Bar per le tubazioni flessibili e semirigide.

Chart-area Chart-area Interventi di Manutenzione Correttiva

Questa macro-fase racchiude gli interventi atti a risolvere le anomalie riscontrate. La manutenzione ordinaria è dedicata alla risoluzione di guasti e problematiche di modesta entità. La manutenzione straordinaria viene attivata per interventi complessi che richiedono attrezzature speciali o la sostituzione completa di componenti principali come idranti, naspi o colonne. Entrambe le attività devono essere eseguite da Persona Competente e si concludono con la compilazione del rapporto di intervento; per quella straordinaria può essere necessario rilasciare una nuova dichiarazione di corretta installazione.

Docs Docs Documentazione e Attrezzature per la Manutenzione

Cartellino di Manutenzione e Controllo

È obbligatorio apporre un cartellino di manutenzione su ogni apparecchiatura, senza che questo copra la marcatura originale del fabbricante. L’etichetta deve riportare in modo chiaro e permanente le informazioni essenziali per la tracciabilità, tra cui:

  • La dicitura “REVISIONATO“.

  • I dati identificativi del fornitore dell’apparecchio e della ditta manutentrice.

  • La data dell’intervento (mese e anno).

Questa documentazione a vista garantisce un controllo immediato e verificabile dello stato di manutenzione dell’impianto.

Attrezzature per una Manutenzione Efficace

Per eseguire controlli e interventi a norma, è necessario dotarsi di una serie di attrezzature specialistiche. L’elenco, non esaustivo, include:

  • Strumenti di misura: Flussometri, tubi di Pitot, manometri e lance apposite per misurare con precisione portata e pressione (statica e dinamica).

  • Attrezzature per le prove: Kit per prove idrostatiche (fino a 12 bar) e pressatura pneumatica, divisori valvolati e tratti di tubazione di riserva per test in ambienti sensibili.

  • Utensili e supporti: Avvolgimanichetta (anche motorizzati con asciugatore), kit per la pulizia e asciugatura delle manichette, oltre a un set completo di utensili manuali per le operazioni di routine.

Operazioni Specifiche per Reti All’aperto a Secco

Per gli impianti a secco all’aperto, la norma UNI 10779 prevede operazioni integrative critiche. Oltre alla manutenzione ordinaria, è fondamentale eseguire almeno una volta all’anno (e dopo ogni periodo di inattività) una prova funzionale completa dell’impianto.

Questa prova deve verificare il corretto funzionamento di tutti i componenti di attivazione, incluse:

  • L’apertura delle valvole a diluvio.

  • L’attivazione dei dispositivi di sfiato.

  • Il tempo di erogazione idrica, per assicurarsi che l’intero sistema risponda prontamente in caso di emergenza.

Doc-text Doc-text Linee Guida per la Corretta Manutenzione degli Idranti

Norme Tecniche di Riferimento per la Manutenzione

La manutenzione delle reti idranti è disciplinata da un quadro normativo preciso e interconnesso. La norma UNI 10779 costituisce il documento principale, delineando le procedure di sorveglianza, controllo periodico e manutenzione generale della rete e dei suoi componenti. Per gli interventi specifici su naspi e idranti a muro, essa rimanda alla norma UNI EN 671-3, che stabilisce i criteri per il controllo iniziale, la revisione programmata e il collaudo. Completano il quadro la UNI/TS 11559 per le reti a secco e una serie di norme complementari che definiscono i requisiti di ogni singolo componente, dalle tubazioni ai raccordi.

Il Quadro Normativo Completo

Il sistema di manutenzione si basa su un insieme di norme tecniche che garantiscono l’operatività e l’affidabilità di ogni parte dell’impianto. Le norme fondamentali da consultare sono:

La Manutenzione a Regola d’Arte

Operare secondo la “regola d’arte” significa attenersi scrupolosamente a quanto prescritto dalle norme UNI 10779 e UNI EN 671-3. Questi documenti non solo chiariscono le responsabilità delle diverse figure coinvolte, ma definiscono anche un ciclo di manutenzione strutturato e completo. Il processo è articolato nelle seguenti sette fasi obbligatorie:

ATTIVITA’PERIODICITA’COMPETENZA
Presa in caricoNon applicabileAzienda specializzata
SorveglianzaSecondo il piano di manutenzione redatto dalla persona responsabile in funzione del rischio (DVR)Persona responsabile (utente) (anche tramite l’ausilio di personale adeguatamente formato)
Controllo PeriodicoSemestrale (entro la fine del mese di competenza)Azienda specializzata
Controllo e manutenzione annuale (collaudo funzionale)AnnualeAzienda specializzata
Collaudo PeriodicoQuinquennaleAzienda specializzata
Manutenzione ordinariaOccasionale in caso di lievi anomalie riscontrateAzienda specializzata
Manutenzione StraordinariaOccasionale in caso di non conformità rilevateAzienda specializzata

Archive Archive Presa in Carico e Verifica Documentale dell’Impianto

La fase iniziale di presa in carico di un impianto idranti è fondamentale per stabilirne lo stato di fatto. Il manutentore deve eseguire una verifica generale dei componenti e richiedere al committente tutta la documentazione storica, inclusi i libretti di uso e manutenzione. Qualora i documenti non siano disponibili o siano incompleti, il tecnico ha l’obbligo di registrare formalmente la non conformità e comunicarla tempestivamente al responsabile aziendale, essendo la predisposizione della documentazione a carico del datore di lavoro o suo delegato.

Sorveglianza: Il Controllo Visivo di Routine

La sorveglianza consiste in un’ispezione visiva periodica per verificare che tutti i componenti della rete idranti siano accessibili, integri e in normali condizioni operative. Questo controllo, che può essere effettuato dal personale interno dopo adeguata formazione, si articola in tre principali aree di verifica:

Attacchi per Autopompa:

  • Ispezione dello stato generale dell’attacco e della sua cassetta/armadio di contenimento, assenza di danni, corrosione o perdite.

Idranti Soprasuolo e Sottosuolo:

  • Controllo delle condizioni delle colonne idranti e verifica della completa dotazione accessoria.

Idranti a Muro e Naspi:

  • Verifica di integrità, corretta collocazione, accessibilità senza ostacoli, leggibilità delle istruzioni, corretto avvolgimento della manichetta e integrità di sportelli e sigilli.

Back-in-time Back-in-time Controllo Periodico Semestrale: Verifica Tecnica Approfondita

Il controllo semestrale, di competenza di Persona Competente, verifica la completa funzionalità di tutti i componenti attraverso operazioni tecniche specifiche:

Attacchi VVF e Idranti:

  • Verifica di presenza, corretta ubicazione, accessibilità, assenza di danni e corrosione

  • Controllo della presenza dei tappi filettati UNI e della manovrabilità delle valvole con prova di tenuta

  • Verifica del sistema di drenaggio e completezza della dotazione (tubazioni UNI 804, lance UNI 11423, chiavi, colli cigno)

Idranti a Muro e Naspi:

  • Controllo della marcatura CE (per impianti post-2004), integrità strutturale e funzionalità

  • Verifica del manometro (se presente) e caratteristiche della lancia erogatrice

  • Per gli idranti a muro: ispezione della tubazione, raccordi UNI 804, sistema di protezione e legature

  • Per i naspi: verifica della rotazione della bobina, integrità della tubazione, mobilità del supporto e funzionalità delle valvole

Al termine di tutte le operazioni, il tecnico deve compilare il rapporto di intervento e aggiornare il cartellino di manutenzione.

Manutenzione Annuale e Collaudi Periodici

La manutenzione annuale, svolta da Persona Competente, integra i controlli semestrali con un collaudo funzionale delle tubazioni alla pressione di esercizio della rete. Per pressioni fino a 6 bar è ammesso il collaudo ad aria, mentre per pressioni superiori è obbligatorio quello idraulico. Contestualmente, si effettua la prova di funzionalità di idranti e naspi, verificando con appositi indicatori che portata e gittata dell’acqua siano costanti e sufficienti. Ogni cinque anni, il collaudo periodico sottopone le tubazioni flessibili e semirigide alla massima pressione di esercizio di 12 Bar, come prescritto dalla norma UNI EN 671-3. Entrambe le attività si concludono con la compilazione del rapporto di intervento e l’aggiornamento del cartellino di manutenzione.

Manutenzione Correttiva e Gestione Documentale

La manutenzione ordinaria interviene per risolvere anomalie di modesta entità riscontrate nei componenti dell’impianto. La manutenzione straordinaria è invece necessaria per interventi complessi che richiedono attrezzature speciali o la sostituzione completa di componenti principali. La corretta tracciabilità di tutti gli interventi è garantita dall’obbligo di cartellino di manutenzione, che deve essere apposto su ogni apparecchiatura senza oscurare le marcature del fabbricante e deve riportare la dicitura “REVISIONATO”, i dati del fornitore e del manutentore, e la data dell’intervento.

Traffic-cone Traffic-cone Operazioni Specifiche e Attrezzature

Per le reti all’aperto a secco, è richiesta una prova funzionale annuale che verifichi l’attivazione delle valvole a diluvio, il funzionamento dei dispositivi di sfiato e i tempi di erogazione idrica. Per garantire l’efficacia di tutti gli interventi, è fondamentale dotarsi di attrezzature specialistiche che includono: strumenti di misurazione di portata e pressione, attrezzature per prove idrostatiche e pneumatiche, avvolgimanichetta, kit per la pulizia e asciugatura delle manichette, oltre a un set completo di utensili manuali per le operazioni di routine.