Manuale Completo della Manutenzione Antincendio
La norma UNI 9994-1 è il riferimento per operare secondo la regola dell’arte, tale norma fa luce sulle figure coinvolte nella manutenzione, e prevede sei fasi di manutenzione:
| ATTIVITA’ | PERIODICITA’ | COMPETENZA |
|---|---|---|
| Controllo Iniziale | Non applicabile | Azienda Specializzata |
| Sorveglianza | Secondo il piano di manutenzione redatto dalla persona responsabile in funzione del rischio (DVR) (raccomandata 1 volta al mese) | Persona responsabile (utente) ( anche tramite l’ausilio di personale adeguamente formato) |
| Controllo Periodico | Semestrale (entro la fine del mese di competenza) | Azienda specializzata |
| Controllo Periodico | Semestrale (entro la fine del mese di competenza) | Azienda specializzata |
| Revisione Programmata | In relazione al tipo (vedere prospetto 2 uni 9994-1) | Azienda specializzata |
| Collaudo | In relazione al tipo (vedere prospetto 2 uni 9994-1) | Azienda specializzata |
| Manutenzione Ordinaria | Occasionale in caso di lievi anomalie riscontrate | Azienda specializzata |
| Manutenzione Straordinaria | Occasionale in caso di non conformità rilevate | Azienda specializzata |
Tutte le porte R.E.I. devono essere testate in appositi laboratori, abilitati dal Ministero competente, il quale rilascia le certificazioni necessarie per poterle commercializzare. Oltre all’anta, anche l’intelaiatura della porta deve rispettare determinati requisiti di sicurezza forniti dall’agenzia certificante i prodotti.
Per questo ogni componente che costituisce anche il serramento deve arrecare un’etichetta di certificazione che assicura che sia stato testato attraverso un test di incendio. Ad ogni elemento viene, infatti, applicata una targhetta in acciaio con indicati: produttore, data, nome dell’ente certificatore, classe di resistenza e numero di produzione.
Per assicurare la tenuta al fumo le porte tagliafuoco devono essere, inoltre, corredate da speciali guarnizioni, che si gonfiano col calore, ma non fondono, non bruciano e non producono esse stesse fumi nocivi. Le guarnizioni in gomma siliconica resistono fino a 250 °C.
Uno solo dei componenti che non funzionasse durante l’incendio potrebbe provocare il collasso del sistema e rendere inutili le altre precauzioni.
Gli idranti a muro, chiamati normalmente cassette antincendio, sono costituiti da cassetta, rubinetto idrante, lancia e tubazione antincendio flessibile, raccordata, comunemente indicata come manichetta antincendio.
La manichetta antincendio è composta da un tessuto circolare di poliestere ad alta tenacità con un sottostrato impermeabilizzante elastomerico, con alta resistenza all’ozono ed all’invecchiamento e deve essere realizzata conformemente a quanto previsto dalla Norma UNI EN 14540 per le manichette UNI 45 ed alla Norma UNI 9487 per le manichette UNI 70, con raccordi tipo pesante a Norma UNI 804 e legatura a Norma UNI 7422 con manicotti copri legatura, con Pressione di Esercizio pari a 12 Bar.
Per esigenze particolari (raffinerie, depositi petroliferi, navi, impianti ad alto rischio etc) sono realizzate manichette antincendio con caratteristiche particolari (rivestimento esterno con resine, tubolare interno prevulcanizzato etc).
Importante all’atto dell’acquisto richiedere le certificazioni sopraindicate; molte delle manichette in commercio non hanno i requisiti previsti dalle norme (raccordi leggeri non 804, tessuti leggeri etc.) specie se di importazione, per cui a fronte di una quotazione bassa hanno una durata di utilizzo molto ridotta.
Fondamentale, per garantire l’efficienza dell’Impianto di spegnimento con idranti UNI 45 e UNI 70, che le manichette antincendio siano integre e permettano il flusso regolare dell’acqua dal rubinetto idrante alla lancia per tutta la lunghezza della manichetta stessa (mt. 15, 20, 25, 30); per garantire l’efficienza diventa importante la manutenzione.
La manutenzione degli idranti a muro con tubazioni flessibili (manichette) deve essere realizzata secondo le prescrizione della Norma UNI EN 671-3, manutenzione degli idranti a muro con tubazioni flessibili, per garantire un efficiente mezzo di estinzione incendi “e che la loro utilità dipende da una manutenzione che assicuri un’istantanea efficienza in caso di necessità”; prescrizioni che prevedono i seguenti principali tipi di controllo:
| ATTIVITA’ | PERIODICITA’ | COMPETENZA |
|---|---|---|
| Presa in carico | Non applicabile | Azienda specializzata |
| Sorveglianza | Secondo il piano di manutenzione redatto dalla persona responsabile in funzione del rischio (DVR) | Persona responsabile (utente) (anche tramite l’ausilio di personale adeguatamente formato) |
| Controllo Periodico | Semestrale (entro la fine del mese di competenza) | Azienda specializzata |
| Controllo e manutenzione annuale (collaudo funzionale) | Annuale | Azienda specializzata |
| Collaudo Periodico | Quinquennale | Azienda specializzata |
| Manutenzione ordinaria | Occasionale in caso di lievi anomalie riscontrate | Azienda specializzata |
| Manutenzione Straordinaria | Occasionale in caso di non conformità rilevate | Azienda specializzata |
La corretta gestione inizia con la presa in carico dell’impianto, durante la quale il manutentore deve verificare lo stato generale dei componenti e raccogliere tutta la documentazione storica, inclusi i libretti di uso e manutenzione. L’assenza di documenti deve essere formalmente registrata e comunicata al responsabile. Successivamente, la sorveglianza rappresenta il controllo visivo di routine, che può essere effettuato dal personale interno formato, per accertarsi che attacchi VVF, idranti e naspi siano accessibili, integri, privi di danni visibili e corredati di istruzioni d’uso leggibili.
I controlli tecnici periodici sono di competenza di Persona Competente. Il controllo semestrale verifica la piena funzionalità di tutti i componenti, dalla tenuta delle valvole all’integrità delle manichette e alla completezza delle dotazioni. Annualmente, si procede con il collaudo funzionale, che include la prova in pressione delle manichette (ad aria fino a 6 bar o idraulica per pressioni superiori) e la verifica di portata e gittata degli idranti. Ogni cinque anni, è previsto il collaudo periodico quinquennale, una prova di resistenza a 12 Bar per le tubazioni flessibili e semirigide.
Questa macro-fase racchiude gli interventi atti a risolvere le anomalie riscontrate. La manutenzione ordinaria è dedicata alla risoluzione di guasti e problematiche di modesta entità. La manutenzione straordinaria viene attivata per interventi complessi che richiedono attrezzature speciali o la sostituzione completa di componenti principali come idranti, naspi o colonne. Entrambe le attività devono essere eseguite da Persona Competente e si concludono con la compilazione del rapporto di intervento; per quella straordinaria può essere necessario rilasciare una nuova dichiarazione di corretta installazione.
Cartellino di Manutenzione e Controllo
È obbligatorio apporre un cartellino di manutenzione su ogni apparecchiatura, senza che questo copra la marcatura originale del fabbricante. L’etichetta deve riportare in modo chiaro e permanente le informazioni essenziali per la tracciabilità, tra cui:
La dicitura “REVISIONATO“.
I dati identificativi del fornitore dell’apparecchio e della ditta manutentrice.
La data dell’intervento (mese e anno).
Questa documentazione a vista garantisce un controllo immediato e verificabile dello stato di manutenzione dell’impianto.
Attrezzature per una Manutenzione Efficace
Per eseguire controlli e interventi a norma, è necessario dotarsi di una serie di attrezzature specialistiche. L’elenco, non esaustivo, include:
Strumenti di misura: Flussometri, tubi di Pitot, manometri e lance apposite per misurare con precisione portata e pressione (statica e dinamica).
Attrezzature per le prove: Kit per prove idrostatiche (fino a 12 bar) e pressatura pneumatica, divisori valvolati e tratti di tubazione di riserva per test in ambienti sensibili.
Utensili e supporti: Avvolgimanichetta (anche motorizzati con asciugatore), kit per la pulizia e asciugatura delle manichette, oltre a un set completo di utensili manuali per le operazioni di routine.
Operazioni Specifiche per Reti All’aperto a Secco
Per gli impianti a secco all’aperto, la norma UNI 10779 prevede operazioni integrative critiche. Oltre alla manutenzione ordinaria, è fondamentale eseguire almeno una volta all’anno (e dopo ogni periodo di inattività) una prova funzionale completa dell’impianto.
Questa prova deve verificare il corretto funzionamento di tutti i componenti di attivazione, incluse:
L’apertura delle valvole a diluvio.
L’attivazione dei dispositivi di sfiato.
Il tempo di erogazione idrica, per assicurarsi che l’intero sistema risponda prontamente in caso di emergenza.
Norme Tecniche di Riferimento per la Manutenzione
La manutenzione delle reti idranti è disciplinata da un quadro normativo preciso e interconnesso. La norma UNI 10779 costituisce il documento principale, delineando le procedure di sorveglianza, controllo periodico e manutenzione generale della rete e dei suoi componenti. Per gli interventi specifici su naspi e idranti a muro, essa rimanda alla norma UNI EN 671-3, che stabilisce i criteri per il controllo iniziale, la revisione programmata e il collaudo. Completano il quadro la UNI/TS 11559 per le reti a secco e una serie di norme complementari che definiscono i requisiti di ogni singolo componente, dalle tubazioni ai raccordi.
Il Quadro Normativo Completo
Il sistema di manutenzione si basa su un insieme di norme tecniche che garantiscono l’operatività e l’affidabilità di ogni parte dell’impianto. Le norme fondamentali da consultare sono:
La Manutenzione a Regola d’Arte
Operare secondo la “regola d’arte” significa attenersi scrupolosamente a quanto prescritto dalle norme UNI 10779 e UNI EN 671-3. Questi documenti non solo chiariscono le responsabilità delle diverse figure coinvolte, ma definiscono anche un ciclo di manutenzione strutturato e completo. Il processo è articolato nelle seguenti sette fasi obbligatorie:
| ATTIVITA’ | PERIODICITA’ | COMPETENZA |
|---|---|---|
| Presa in carico | Non applicabile | Azienda specializzata |
| Sorveglianza | Secondo il piano di manutenzione redatto dalla persona responsabile in funzione del rischio (DVR) | Persona responsabile (utente) (anche tramite l’ausilio di personale adeguatamente formato) |
| Controllo Periodico | Semestrale (entro la fine del mese di competenza) | Azienda specializzata |
| Controllo e manutenzione annuale (collaudo funzionale) | Annuale | Azienda specializzata |
| Collaudo Periodico | Quinquennale | Azienda specializzata |
| Manutenzione ordinaria | Occasionale in caso di lievi anomalie riscontrate | Azienda specializzata |
| Manutenzione Straordinaria | Occasionale in caso di non conformità rilevate | Azienda specializzata |
La fase iniziale di presa in carico di un impianto idranti è fondamentale per stabilirne lo stato di fatto. Il manutentore deve eseguire una verifica generale dei componenti e richiedere al committente tutta la documentazione storica, inclusi i libretti di uso e manutenzione. Qualora i documenti non siano disponibili o siano incompleti, il tecnico ha l’obbligo di registrare formalmente la non conformità e comunicarla tempestivamente al responsabile aziendale, essendo la predisposizione della documentazione a carico del datore di lavoro o suo delegato.
La sorveglianza consiste in un’ispezione visiva periodica per verificare che tutti i componenti della rete idranti siano accessibili, integri e in normali condizioni operative. Questo controllo, che può essere effettuato dal personale interno dopo adeguata formazione, si articola in tre principali aree di verifica:
Attacchi per Autopompa:
Ispezione dello stato generale dell’attacco e della sua cassetta/armadio di contenimento, assenza di danni, corrosione o perdite.
Idranti Soprasuolo e Sottosuolo:
Controllo delle condizioni delle colonne idranti e verifica della completa dotazione accessoria.
Idranti a Muro e Naspi:
Verifica di integrità, corretta collocazione, accessibilità senza ostacoli, leggibilità delle istruzioni, corretto avvolgimento della manichetta e integrità di sportelli e sigilli.
Il controllo semestrale, di competenza di Persona Competente, verifica la completa funzionalità di tutti i componenti attraverso operazioni tecniche specifiche:
Attacchi VVF e Idranti:
Verifica di presenza, corretta ubicazione, accessibilità, assenza di danni e corrosione
Controllo della presenza dei tappi filettati UNI e della manovrabilità delle valvole con prova di tenuta
Verifica del sistema di drenaggio e completezza della dotazione (tubazioni UNI 804, lance UNI 11423, chiavi, colli cigno)
Idranti a Muro e Naspi:
Controllo della marcatura CE (per impianti post-2004), integrità strutturale e funzionalità
Verifica del manometro (se presente) e caratteristiche della lancia erogatrice
Per gli idranti a muro: ispezione della tubazione, raccordi UNI 804, sistema di protezione e legature
Per i naspi: verifica della rotazione della bobina, integrità della tubazione, mobilità del supporto e funzionalità delle valvole
Al termine di tutte le operazioni, il tecnico deve compilare il rapporto di intervento e aggiornare il cartellino di manutenzione.
Manutenzione Annuale e Collaudi Periodici
La manutenzione annuale, svolta da Persona Competente, integra i controlli semestrali con un collaudo funzionale delle tubazioni alla pressione di esercizio della rete. Per pressioni fino a 6 bar è ammesso il collaudo ad aria, mentre per pressioni superiori è obbligatorio quello idraulico. Contestualmente, si effettua la prova di funzionalità di idranti e naspi, verificando con appositi indicatori che portata e gittata dell’acqua siano costanti e sufficienti. Ogni cinque anni, il collaudo periodico sottopone le tubazioni flessibili e semirigide alla massima pressione di esercizio di 12 Bar, come prescritto dalla norma UNI EN 671-3. Entrambe le attività si concludono con la compilazione del rapporto di intervento e l’aggiornamento del cartellino di manutenzione.
La manutenzione ordinaria interviene per risolvere anomalie di modesta entità riscontrate nei componenti dell’impianto. La manutenzione straordinaria è invece necessaria per interventi complessi che richiedono attrezzature speciali o la sostituzione completa di componenti principali. La corretta tracciabilità di tutti gli interventi è garantita dall’obbligo di cartellino di manutenzione, che deve essere apposto su ogni apparecchiatura senza oscurare le marcature del fabbricante e deve riportare la dicitura “REVISIONATO”, i dati del fornitore e del manutentore, e la data dell’intervento.
Per le reti all’aperto a secco, è richiesta una prova funzionale annuale che verifichi l’attivazione delle valvole a diluvio, il funzionamento dei dispositivi di sfiato e i tempi di erogazione idrica. Per garantire l’efficacia di tutti gli interventi, è fondamentale dotarsi di attrezzature specialistiche che includono: strumenti di misurazione di portata e pressione, attrezzature per prove idrostatiche e pneumatiche, avvolgimanichetta, kit per la pulizia e asciugatura delle manichette, oltre a un set completo di utensili manuali per le operazioni di routine.







