Tutto quello che devi sapere sulle manichette anitincendio

Idranti e cassette antincendio a muro UNI 45

Gli idranti antincendio a muro (interni o esterni) con tubazione di diametro 45 mm, noti anche come cassette idrante UNI 45, sono progettati secondo le norme UNI EN 671/2 e dotati di marcatura CE (direttiva 89/106 CPD).
Sono costituiti da un involucro con sportello sigillabile o portello pieno, installabile a parete o ad incasso. All’interno si trovano la tubazione appiattibile EN 14540 con raccordi UNI 804, una lancia antincendio con intercettazione e frazionamento del getto, e il rubinetto di alimentazione.
Le legature tra raccordi e tubazione devono rispettare la norma UNI 7422.

La lunghezza massima della manichetta è di 20 metri, salvo diverse indicazioni progettuali. La tubazione è avvolta “a doppio” e sostenuta da una sella salva-manichetta, che ne assicura una corretta conservazione nel tempo.

Sono inoltre disponibili cassette idrante UNI 70, utilizzabili come dotazione per idranti soprassuolo, complete di lancia DN 70 e chiave di manovra. Per gli idranti sottosuolo, la dotazione include anche il collo di cigno o colonnetta idrante.

Cassette naspo antincendio UNI EN 671/1

Un’altra tipologia di apparecchiature è rappresentata dalle cassette naspo antincendio, con tubazioni semirigide da 20 o 25 mm, conformi alla norma UNI EN 671/1 e anch’esse soggette a marcatura CE.
Queste cassette sono dotate di avvolgitubo orientabile, con la tubazione già collegata alla lancia e al rubinetto.
Il principale vantaggio dei naspi antincendio è la facilità d’uso: è possibile srotolare solo la lunghezza necessaria di tubo, garantendo un intervento rapido e pratico. Tuttavia, la portata idrica è inferiore rispetto agli idranti UNI 45. A causa dell’ingombro, le versioni da incasso risultano meno diffuse.

Lance antincendio e prestazioni

Sia gli idranti UNI 45 che i naspi antincendio sono dotati di lancia a tre effetti, che consente di regolare il getto d’acqua (pieno o frazionato) e interrompere l’erogazione quando necessario.
Il comando della lancia può essere a leva o a rotazione, e le prestazioni di portata e gittata risultano generalmente superiori nei modelli a rotazione.

Doc-text-inv Doc-text-inv Impianto rete idranti: normativa UNI 10779

L’intero impianto rete idranti antincendio deve essere progettato e realizzato in conformità alla norma UNI 10779, come impianti di estinzioni incendi, reti di idranti, progettazione, installazione ed esercizio.

Idranti sottosuolo: caratteristiche e norme

Gli idranti sottosuolo rappresentano una soluzione fondamentale per la protezione antincendio esterna, installati sotto il livello del terreno per garantirne protezione e discrezione. Questi dispositivi sono dotati di un pozzetto di forma ellittica, chiaramente contrassegnato con la dicitura “idrante”, e di un dispositivo antigelo per evitare il congelamento dell’acqua.

La loro collocazione è strategica: generalmente tra 5 e 10 metri dal perimetro dell’edificio e a una distanza massima di 60 metri tra loro, in base al raggio d’azione e alle indicazioni della norma UNI 10779. La progettazione e realizzazione degli idranti sottosuolo seguono la norma UNI EN 14339, con obbligo di marcatura CE secondo la direttiva 89/106 CPD. Il collegamento della tubazione flessibile o appiattibile alla lancia di erogazione avviene tramite il cosiddetto “collo di cigno”, mentre l’apertura e chiusura della valvola avviene tramite chiave di manovra normalizzata con attacco pentagonale. I diametri di connessione (DN) disponibili sono 80 o 100.

Dal punto di vista costruttivo, gli idranti sottosuolo sono composti da un corpo in ghisa, un dispositivo di manovra pentagonale, uno scarico antigelo, una flangia di collegamento all’impianto di distribuzione e un attacco per il collo di cigno variabile da DN 70 a DN 100. Questo design garantisce affidabilità, resistenza agli urti e facilità di manutenzione.

Idranti soprasuolo o a colonna: visibilità e accessibilità

Gli idranti soprasuolo, o a colonna, sono la tipologia più comune visibile nei parcheggi, nelle aree condominiali o negli stabilimenti industriali. Rispetto agli idranti sottosuolo, offrono una maggiore accessibilità per gli operatori e i vigili del fuoco.

Anche in questo caso, la loro collocazione segue le indicazioni della norma UNI 10779, con distanza dal fabbricato tra 5 e 10 metri e distanza reciproca massima di 60 metri. Gli idranti soprasuolo sono riconoscibili per il colore rosso RAL 3000, identico a quello degli estintori, e sono dotati di scarico antigelo per prevenire danni dovuti al congelamento.

Esistono due principali tipologie:

  • Tipo A (ex tipo AD secondo la vecchia UNI 9485), senza punto prefissato di rottura.

  • Tipo C (ex ADR secondo UNI 9486), con punto prefissato di rottura, che permette la separazione della parte superiore in caso di urto accidentale senza provocare allagamenti o riduzione della pressione della rete.

La costruzione degli idranti a colonna segue la norma EN 14384 e richiede marcatura CE, in conformità alla direttiva 89/106/CEE. La struttura è composta da un corpo in ghisa o acciaio, un cappellotto pentagonale per la manovra, uno scarico antigelo, una flangia di connessione alla rete idrica e due o tre sbocchi DN 70/100 per il collegamento delle manichette o delle autobotti dei Vigili del Fuoco. Tutti i raccordi devono essere protetti con tappi in ottone, unico materiale ammesso per garantire durabilità e sicurezza.

L’azionamento degli idranti avviene tramite chiavi di manovra normalizzate, che operano sul dispositivo pentagonale e sulla valvola di intercettazione, permettendo l’apertura o la chiusura del flusso idrico.

Doc-text Doc-text Norma tecnica di riferimento per la manutenzione delle componenti di reti idranti:

La norma UNI 10779 definisce le procedure di sorveglianza, controllo periodico e manutenzione della rete idranti e dei relativi componenti. Per quanto riguarda le operazioni su naspi antincendio e idranti a muro dotati di tubazioni flessibili o semirigide, rimanda alle disposizioni della norma UNI EN 671-3.

La UNI EN 671-3 stabilisce i criteri per il controllo iniziale, la sorveglianza, il controllo periodico, la revisione programmata e il collaudo degli estintori e degli impianti di rete idranti, garantendone efficienza e sicurezza operative.

Per le reti di idranti a secco, destinate all’alimentazione di apparecchiature di erogazione antincendio, la norma UNI/TS 11559 integra la UNI 10779, indicando i requisiti di progettazione, installazione ed esercizio.

Doc-text Doc-text Norme UNI e UNI EN di riferimento:

UNI 10779 – Impianti di estinzione incendi: reti di idranti – progettazione, installazione ed esercizio.
UNI EN 671-1 – Sistemi fissi di estinzione incendi: naspi antincendio con tubazioni semirigide.
UNI EN 671-2 – Sistemi fissi di estinzione incendi: idranti a muro con tubazioni flessibili.
UNI EN 671-3 – Manutenzione dei naspi antincendio e idranti a muro con tubazioni flessibili.
UNI EN 14384 – Idranti a colonna soprasuolo.
UNI EN 14339 – Idranti sottosuolo.
UNI EN 694 – Tubazioni semirigide per naspi.
UNI EN 14540 – Tubazioni appiattibili per idranti a muro.
UNI 804 – Raccordi per tubazioni flessibili.
UNI 814 – Chiavi di manovra, attacchi e tappi per tubazioni flessibili.
UNI 7421 – Tappi per valvole e raccordi per tubazioni flessibili.
UNI 7422 – Requisiti delle legature per tubazioni flessibili.
UNI 9487:2006 – Tubazioni flessibili antincendio DN 70.
UNI 11423 – Lance erogatrici DN 70 per idranti fino a 1,2 MPa.

Tools Tools La manutenzione a regola d’arte:

Per operare secondo la regola dell’arte, le norme di riferimento sono la UNI 10779 e la UNI EN 671-3, che chiariscono anche le figure professionali coinvolte nella manutenzione degli impianti. La gestione della rete idranti prevede sette fasi fondamentali di manutenzione:

ATTIVITA’PERIODICITA’COMPETENZA
Presa in caricoNon applicabileAzienda specializzata
SorveglianzaSecondo il piano di manutenzione redatto dalla persona responsabile in funzione del rischio (DVR)Persona responsabile (utente) (anche tramite l’ausilio di personale adeguatamente formato)
Controllo PeriodicoSemestrale (entro la fine del mese di competenza)Azienda specializzata
Controllo e manutenzione annuale (collaudo funzionale)AnnualeAzienda specializzata
Collaudo PeriodicoQuinquennaleAzienda specializzata
Manutenzione ordinariaOccasionale in caso di lievi anomalie riscontrateAzienda specializzata
Manutenzione StraordinariaOccasionale in caso di non conformità rilevateAzienda specializzata

Users Users Presa in carico dei componenti dell’impianto rete idranti

La presa in carico dei componenti della rete idranti rappresenta il primo passo fondamentale per garantire una manutenzione conforme alla norma UNI 10779 e alla UNI EN 671-3. Essa può coincidere con la prima operazione di manutenzione vera e propria e ha lo scopo di verificare la piena efficienza del sistema antincendio.

Durante questa fase, il manutentore deve eseguire una verifica preliminare sullo stato dei componenti dell’impianto, richiedendo al committente la documentazione storica relativa agli interventi di controllo e manutenzione già effettuati, nonché il libretto d’uso e manutenzione e ogni ulteriore documento tecnico a corredo.

Qualora tali documenti risultino assenti o incompleti, il manutentore è tenuto a registrare la non conformità e a informare il datore di lavoro o la persona da lui delegata, cui spetta la predisposizione o l’aggiornamento della documentazione.

Operazioni connesse alla sorveglianza

Questo controllo può essere svolto dal personale presente nelle aree protette, purché abbia ricevuto adeguata formazione e istruzioni operative. La persona responsabile dell’impianto, o un suo delegato qualificato, deve verificare lo stato di efficienza dei vari elementi:

  • Attacchi di mandata per autopompa: controllo delle condizioni generali dell’attacco e dell’eventuale cassetta o armadio di contenimento, verificando l’assenza di deterioramenti, corrosione o perdite.

  • Idranti soprasuolo e sottosuolo: verifica delle condizioni delle colonne idranti e della presenza dei tappi serrati sulle bocche di erogazione, assicurandosi che le dotazioni siano integre e correttamente posizionate.

  • Idranti a muro e naspi antincendio: controllo dell’integrità della dotazione, dell’assenza di segni di deterioramento o perdite, della corretta collocazione e accessibilità, della visibilità e leggibilità delle istruzioni d’uso, nonché dello stato degli sportelli e delle lastre di protezione. Nel caso degli idranti a muro, è necessario verificare anche il corretto avvolgimento della manichetta e la presenza del sigillo di chiusura.

Ccw Ccw Operazioni connesse al controllo periodico semestrale

Il controllo periodico semestrale delle reti idranti, previsto dalle norme UNI 10779 e UNI EN 671-3, deve essere eseguito da persona competente. Si tratta di una serie di operazioni tecniche finalizzate a verificare la completa funzionalità di tutti i componenti dell’impianto, valutando il loro stato nelle condizioni reali dell’ambiente di installazione.

Al termine delle verifiche, il tecnico manutentore è tenuto a compilare il rapporto d’intervento e ad aggiornare il cartellino di manutenzione di ogni apparecchiatura controllata. Queste attività garantiscono la tracciabilità e la conformità dell’impianto rispetto ai requisiti di sicurezza antincendio.

Durante la fase di controllo, l’azienda specializzata deve ispezionare l’impianto con particolare attenzione alle seguenti componenti:

  • Attacchi VVF (Vigili del Fuoco): devono essere presenti, correttamente ubicati, chiaramente segnalati e accessibili senza ostacoli. Devono risultare integri, privi di corrosione o perdite, dotati di tappo filettato UNI apribile con chiave per raccordi di tipo A. È necessario verificare la manovrabilità delle valvole mediante completa apertura e chiusura e accertare la tenuta della valvola di ritegno. Al termine, le valvole di intercettazione devono essere lasciate in posizione aperta.

  • Idranti soprasuolo e sottosuolo: devono essere visibili, segnalati e privi di ostacoli. I componenti non devono presentare segni di corrosione o perdite e devono essere protetti da urti accidentali. Occorre controllare il sistema di drenaggio, la presenza di cassette complete di tubazione con raccordi UNI 804, lance di erogazione UNI 11423, chiavi di manovra e, per gli idranti sottosuolo, i colli di cigno che consentono un utilizzo immediato in caso di emergenza.

Verifica di idranti a muro e naspi antincendio

Il controllo semestrale deve includere anche gli idranti a muro e i naspi antincendio, verificando che le cassette siano marcate CE (per impianti installati dopo il 2004), correttamente posizionate e accessibili. Tutti i componenti devono risultare integri, privi di corrosione o perdite, con cassette saldamente fissate e facilmente apribili, senza ostacolare le vie di esodo. È importante controllare la protezione contro urti accidentali e, se presente, il corretto funzionamento del manometro.

La lancia erogatrice deve essere del tipo appropriato, maneggevole e dotata di almeno tre posizioni di regolazione: intercettazione del getto, getto pieno e getto frazionato.

Per gli idranti a muro, la verifica comprende anche:

  • assenza di screpolature o deformazioni sulla tubazione flessibile;

  • conformità dei raccordi UNI 804;

  • presenza di manicotto coprilegatura e legature conformi UNI 7422;

  • fascetta identificativa riportante dati del produttore, pressione di esercizio, anno di costruzione e riferimento normativo.

Per i naspi antincendio, è necessario verificare che:

  • la bobina ruoti agevolmente in entrambe le direzioni;

  • la tubazione non presenti screpolature o danneggiamenti;

  • nei modelli orientabili, il supporto pivotante ruoti fino a 180°;

  • nei naspi manuali, la valvola d’intercettazione sia di facile manovrabilità;

  • nei naspi fissi, la guida di scorrimento funzioni correttamente e sia saldamente ancorata;

  • la tubazione di alimentazione risulti in perfette condizioni.

Arrows-ccw Arrows-ccw Manutenzione annuale e collaudo funzionale delle reti idranti

La manutenzione annuale degli impianti antincendio, prevista dalla norma UNI EN 671-3, deve essere eseguita da persona competente e comprende tutte le operazioni previste nel controllo semestrale, con in più il collaudo funzionale delle tubazioni.
In particolare, la tubazione semirigida (per i naspi, secondo UNI EN 694) o la tubazione appiattibile (per gli idranti a muro, secondo UNI EN 14540) viene messa alla pressione di esercizio della rete per verificarne la tenuta.

È ammesso il collaudo ad aria fino a 6 bar, mentre per impianti con pressioni superiori è obbligatorio eseguire il collaudo idraulico.
Durante la prova annuale, è necessario verificare la portata e la gittata degli idranti a muro e dei naspi antincendio, assicurandosi che risultino costanti e sufficienti; a tale scopo è consigliato l’uso di indicatori di flusso.
Al termine delle operazioni, il tecnico deve compilare il rapporto d’intervento e aggiornare il cartellino di manutenzione di ciascun componente.

Collaudo periodico quinquennale secondo UNI EN 671-3

Il collaudo quinquennale delle reti idranti, anch’esso effettuato da persona competente, consiste nel portare la tubazione flessibile (per idranti a muro) o semirigida (per naspi antincendio) alla massima pressione di esercizio di 1,2 MPa (12 bar), come previsto dalla UNI EN 671-3.
L’obiettivo è verificare la resistenza meccanica e l’integrità strutturale delle tubazioni, garantendo la piena efficienza del sistema antincendio nel tempo. Anche in questo caso, al termine, è obbligatorio redigere il rapporto d’intervento e aggiornare il cartellino di manutenzione.

Clipboard Clipboard Manutenzione ordinaria e straordinaria delle reti idranti

La manutenzione ordinaria comprende tutte le operazioni volte a rimuovere anomalie di lieve entità riscontrate nei componenti della rete idranti, come piccole perdite, corrosioni superficiali o fissaggi allentati. Tali interventi, eseguiti da persona competente, consentono di mantenere efficiente l’impianto e prevenire deterioramenti maggiori.

La manutenzione straordinaria, invece, riguarda interventi più complessi che richiedono strumentazioni specifiche o la sostituzione di componenti come accessori, idranti a muro, naspi o interi idranti a colonna. In questi casi, una volta completate le operazioni, il manutentore deve compilare il rapporto d’intervento e, se necessario, rilasciare una nuova dichiarazione di corretta installazione.

Cartellino di manutenzione e controllo

Secondo la norma UNI EN 671-3, ogni componente della rete idranti deve essere dotato di un cartellino di manutenzione (o etichetta identificativa) che riporti in modo leggibile i dati essenziali, senza coprire la marcatura del fabbricante.
Il cartellino deve contenere almeno:

  • la dicitura “REVISIONATO” (controllato);

  • i dati del fornitore del naspo o dell’idrante;

  • gli estremi del manutentore che ha eseguito l’intervento;

  • la data (mese e anno) della manutenzione.

Questo strumento garantisce la tracciabilità delle verifiche e la conformità alle norme antincendio UNI.

Traffic-cone Traffic-cone Operazioni integrative per reti idranti a secco all’aperto

Per le reti di idranti a secco, come previsto dalla UNI 10779, è necessario eseguire almeno una prova funzionale all’anno o dopo ogni periodo di inattività.
La prova deve comprendere:

  • l’attivazione delle valvole a diluvio,

  • la verifica dei dispositivi di sfiato,

  • il controllo del tempo di erogazione idrica.

Queste operazioni permettono di garantire la reattività del sistema in caso di emergenza e di prevenire malfunzionamenti dovuti a stagnazione o condensa all’interno delle tubazioni.

Tools Tools Attrezzature per la manutenzione delle reti idranti

Una manutenzione a regola d’arte richiede l’utilizzo di strumenti adeguati. Tra le attrezzature per la manutenzione antincendio più utilizzate si annoverano:

  • Chiavi fisse, regolabili e giratubi, trapani e avvitatori;

  • Strumenti per la misurazione di portata e pressione (tubo di Pitot, lancia con manometro, flussometri elettronici);

  • Dispositivi per la misurazione di pressione statica e dinamica;

  • Tratti di tubazione di prova completi di raccordi per test in ambienti sensibili;

  • Chiavi di manovra e avvolgimanichetta (manuali o elettrici, con funzione di asciugatura);

  • Attrezzature per prove idrostatiche fino a 12 bar e pressatura pneumatica fino a 6 bar;

  • Kit per asciugatura e talcatura manichette;

  • Divisori valvolati con riduzioni e manometro per test di precisione.

L’impiego di tali strumenti consente di svolgere interventi precisi, sicuri e conformi alle normative tecniche UNI, assicurando la massima efficienza dei sistemi antincendio.